.
.
I materiali
Le fibre tessili maggiormente utilizzate per la lavorazione dei prodotti samughesi sono il lino e la lana di pecora sarda. E se il primo è oggi proveniente da coltivazioni fuori regione mentre un tempo era oggetto di coltivazione locale, la lana di pecora sarda è rimasta una componente irrinuciabile per la produzione dei tappeti di Samugheo, quella che conferisce loro il sapore artigianale ricercato da ogni amante di prodotti realizzati a mano. Al lino e alla lana si è affiancato nel corso degli anni anche il cotone, non solo per la stesura dei fili d'ordito, ma come fibra di trama esso stesso, in particolare per la lavorazione di cuscini, scendiletto, e tappetini da cucina e da bagno.
Il telaio
Intorno alla metà dell''800 fonti storiche parlano di circa 360 telai attivi a Samugheo, quasi un telaio per ogni famiglia, secondo un rapporto che, ancora oggi, consente di contare a Samugheo quasi 900 telai. Con esclusione dei telai arcaici tradizionali, ancora conservati da alcune famiglie del paese, che presentano caratteristiche proprie, i telai attivi oggi a Samugheo sono di tre tipi: a battuta manuale, ovvero con la cassa battente in legno manovrata interamente a mano per realizzare il cosiddetto meccanismo di battuta (ovvero la fase di lavorazione, realizzata con un complicato meccanismo movimentato dalle mani e dai piedi, che 'stringe' i fili di trama l'uno contro l'altro una volta passata la spola); a battuta meccanica, simili ai precedenti con l'eccezione della battuta, movimentata invece da un meccanismo elettronico che aiuta le tessitrici a risparmiare parte delle proprie energie; i telai industriali, 'a litsos' e a jacquard, movimentati elettronicamente in tutte le loro fasi e usati per la produzione seriale di tessuti per l'arredamento.













Dettaglio
trama
'pibiones'
semipieno

Particolare di telaio

Samugheo,
laboratorio tessile, 1969
Le tecniche
Le tecniche utilizzate tradizionalmente dalle tessitrici di Samugheo sono le stesse diffuse in tutta la Sardegna (un'indente, tauledda, lauru, pannu branu, litzos...), ma il successo dei prodotti Samughesi degli anni '60 e '70 ha portato ad una specializzazione dell'area nella lavorazione cosiddetta a pibiones, ovvero nella particolare raccolta del filo di trama su una verghetta metallica a formare un grano a rilievo rispetto al fondo del tessuto e dunque disegnare il motivo ornamentale scelto. Tale lavorazione, preferita anche in virtù della maggiore resistenza all'usura, particolarmente apprezzata nel caso dei tappeti, può essere 'tutto pieno' oppure 'semipieno', ovvero eseguita su tutta la superficie della tessitura, dove è il cambio del colore a formare il disegno, o, viceversa, solo parzialmente, con effetti di contrasto tra punti pieni e spazi vuoti sul fondo.